Vorrei imparare a ridere con tutto il mio corpo
una risata che parta dalla bocca
e salga a invadere gli occhi
i capelli
il seno,
che apra i polmoni e l’intestino
e corra giù fino alle cosce.

Ridere tutta intera
con la ciccia, le ossa, la cellulite
ogni pelo superfluo
le mie bolle di zanzara
tutto insieme
col dentro e il fuori
con i sentimenti che si legano ai muscoli
che si riconoscono e si sciolgono.

Tutto è mio
e ride.

Ridono le ginocchia
le ascelle
l’utero.
Tutto è sveglio e felice insieme.

Vorrei alzarmi ogni mattina
ed essere felice
di riconoscermi
in me stessa,
tutta
e indivisibile.

 

Questo testo è stato scritto per il progetto in medicina narrativa di Isabel Lilith Farina, antropologa interessata alla salute di genere. Questo è stato il primo di una serie di approfondimenti, incontri e laboratori che Isabel sta portando avanti e che potete trovare QUI.
La poesiola è stata ispirata da una serie di versi sul corpo scritti da Dinisse Arana Perez e che potete trovare QUI.

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